Il governo delle favole

di Massimo Riva

Fino ad ora si poteva coltivare almeno una speranza. Che l’ottimismo a getto continuo di Silvio Berlusconi e dei suoi ministri (“il peggio è ormai alle spalle” ovvero “la ripresa è cominciata”) avesse una finalità strumentale e contingente: quella di dipingere di rosa il presente e il futuro degli italiani in vista del voto per le elezioni regionali. Adesso – dopo che dalle urne è uscito un risultato non negativo per la sua maggioranza – era però lecito attendersi che, raggiunto lo scopo, il governo rimettesse i piedi per terra confrontandosi con la dura realtà dei conti pubblici e della difficile congiuntura economica.

Tanto più perché, proprio all’indomani delle elezioni, è stata resa nota una raffica di dati, l’uno peggiore dell’altro. Ha cominciato l’Istat con le cifre del consuntivo 2009 che denunciano un deficit al 5,2 del Pil, mai così elevato dal 1996. Ma con una aggravante non da poco: il più pesante risultato di quattordici anni fa (7,1) era allora fronteggiato da un avanzo primario al 4,4 per cento. Nel 2009, invece, lo sbilancio del 5,2 si accompagna con una caduta in negativo del saldo primario allo 0,6 per cento.

Poiché indica la differenza fra entrate e uscite al netto della spesa per gli interessi sul debito, il saldo primario rappresenta il miglior termometro sul livello di salute dei conti pubblici. I fondamentali di un bilancio di Stato, infatti, non sono poi così diversi da quelli di un rendiconto familiare. Qualunque buon padre di famiglia sa che deve spendere meno di quanto incassa per poter reggere i suoi impegni debitori. In caso opposto, infatti, se le uscite superano le entrate, egli si trova costretto a fare nuovi debiti anche per pagare gli interessi su quelli vecchi: una situazione drammatica che in breve rischia di diventare insostenibile. Altrettanto vale per gli Stati, in particolare per quelli che già si trovano sulle spalle un debito abnorme come l’Italia. Leggi il seguito di questo post »

MANIFESTAZIONE PDL: “PAGATI PER AMARE”

Pdl in piazza «per l’amore»: siamo un milione – Ma volano insulti pesanti e slogan fascisti – E i militanti ammettono: pagati ..

«100 euro ai disoccupati per stare in piazza»

di Andrea Carugati

IO STRANIERA IN PIAZZA PAGATA DALL’AGENZIA INTERINALE”: TESTIMONIANZA

- Dopo il voto «procederemo con le riforme» fra le quali quella dell’elezione diretta «del premier o del presidente della Repubblica», ha detto il premier dopo l’intervento di Bossi.

- Umberto Bossi sale sul palco di piazza San Giovanni a fianco a Silvio Berlusconi, che lo definisce «un alleato leale e un grande amico». «Io – dice – sono uno dei pochi che non ha mai chiesto nè una lira nè un aiuto a Berlusconi – ha detto il leader del Carroccio suscitando le risate e gli applausi del pubblico».

- Un grosso applauso ha accolto il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, invitato a salire sul palco di Piazza S.Giovanni dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il premier ha accolto il senatur come «un amico a cui sono legato da profondo affetto».

- «Un ufficio giudiziario che non ha nemmeno una competenza territoriale ha continuato ad intercettare il presidente del Consiglio». Dal palco di Piazza San Giovanni Silvio Berlusconi affronta più volte l’inchiesta di Trani. «Intercettazioni casuali? Così casuali – dice il premier – da essere ripetute per 18 volte». Per 158 volte, riferisce il presidente del Consiglio sono stati intercettati i ministri. «Con intercettazioni costose pagate con i soldi pubblici che si sarebbero potuti risparmiare. A ben pensare – aggiunge il cavaliere – le scelte della sinistra di cavalcare le inchieste giudiziarie sono comprensibili: una campagna elettorale basata sui fatti la sinistra non può sostenerla».

- Il premier Silvio Berlusconi in piazza San Giovanni, annuncia la riforma «della giustizia penale» subito dopo le regionali: «È pronta e arriverà in discussione in Parlamento subito dopo il voto».

- «Siamo qui, per difendere il nostro diritto a non essere spiati. Siamo qui per dire agli italiani quello che vogliamo per le nostre Regioni», così Berlusconi.

- «Ormai la sinistra cammina a braccetto, anzi ammanettata, a Di Pietro». È il giudizio di Silvio Berlusconi, espresso durante il comizio che chiude la manifestazione del Pdl in piazza San Giovanni. «Sono anni che la sinistra afferma di essere cambiata ma non è vero – ha detto ancora Berlusconi – i suo uomini sono sempre gli stessi e gli alleati che si sono scelti sono persino peggio di loro: hanno messo in scena una mescolanza terrificante».

- «La sinistra non ha mai imparato a fare e ad essere un’opposizione responsabile, a questa sinistra manca del tutto il senso dello Stato».

-«Volete essere spiati anche in casa vostra? Volete le risse e i pollai nella tv pagata dagli italiani? Volete nella tv pubblica i processi farsa senza che venga data possibilità di cotraddittorio?» sono alcuni degli interrogativi che il premier Silvio Berlusconi rivolge ai manifestanti presenti a Piazza San Giovanni.

- Berlusconi sulle liste: «Non è stata colpa nostra». Ma in questo caso la piazza non risponde con una ovazione ed è anzi molto fredda.

- Berlusconi critica pure i suoi giornali: «Anche loro hanno accreditato l’idea del pasticcio liste…».

- Il premier manda gli auguri a Bertolaso… Oggi è il suo compleanno.

- «Gli alleati della sinistra sono peggio di loro è una mescolanza terrificante, sono ammanettati al campione del giustizialismo, sono incapaci di governare». È l’attacco che Silvio Berlusconi rivolge all’opposizione dal palco di Piazza San Giovanni.

- Il discorso di Silvio Berlusconi dal palco di piazza San Giovanni è di tanto in tanto interrotto dagli interventi della folla. Non solo applausi ma anche slogan per il presidente e fischi per il governo Prodi. Berlusconi ha appena iniziato il suo discorso quando un coro dalla folla si alza: «Un presidente, c’è solo un presidente». Il premier apprezza ma osserva anche scherzando che «quando uno parla questi cori possono sembrare boicottaggio…». La piazza si fa sentire ancora quando Berlusconi cita il governo Prodi: tutti fischiano interrompendo per qualche istante il discorso.

- «Il milione di Verdini è come quello del signor Bonaventura, un parto della fantasia. Basta guardare le immagini su Sky per rendersi conto di quanta è stata ristretta la piazza con i gazebo e le torrette», afferma Nico Stumpo, responsabile organizzativo del Pd. «Per fare un calcolo – prosegue – basta andare su Google Earth e misurare metro per metro gli spazi, si capisce così che il milione è solo nella fantasia di Verdini. Siamo lontani e di tantissimo. Essendo presente anche il ministro Tremonti – conclude – i numeri lieviteranno ancora chissà fino a quanto, ma sempre di fantasie si tratterà».

- «Grazie di cuore per avere accettato il mio, nostro invito. Grazie di essere qui per questa festa di libertà: siamo tanti, tantissimi, siamo gli uomini e le donne che amano la libertà e vogliono restare liberi». Lo ha detto il presidente del Consiglio e leader del Pdl Silvio Berlusconi, aprendo il comizio conclusivo della manifestazione a piazza San Giovanni. «Siamo qui con gioia e compostezza», ha aggiunto il premier, «ci prendiamo la scena, ma non contro qualcuno, per aggiungere falò di invidia e odio».

- Sul palco Berlusconi: «Noi siamo qui non contro qualcuno ma per la libertà del nostro popolo». «Abbiamo diritto al voto e diritto a non essere spiati…». «In piazza contro attacchi magistrati». «Siamo qui per reagire a due mesi di attacchi ingiusti e offensivi della sinistra e dei suoi giudici, siamo qui pere per domandare che venga confermato il nostro di diritto al voto a Roma e il nostro diritto a non essere spiati».

- Non mancano nella piazza del Pdl cartelli e slogan contro Michele Santoro. In bella vista due cartelli che, immersi tra le bandiere del Popolo della libertà, recitano: ‘Di Pietro mafioso, Santoro fascista‘ e ‘Santoro mafioso’. Anche durante il corteo non sono mancati i riferimenti e gli slogan contro il conduttore di Annozero. All’indirizzo di uno dei giornalisti della trasmissione, che stava monitorando il corteo partito da Colli Albani, alcune espressioni di attacco da parte dei manifestanti: «L’abbiamo riconosciuto, è quel giornalista comunista di quella trasmissione comunista».

– Verdini annuncia: “Siamo oltre un milione”.

- Nel retropalco parla Flavia Perina finiana e direttore del Secolo d’Italia: “Mi sembra una manifestazione riuscita anche se organizzata all’ultimo momento. Certo forse è la prima volta che si vede un governo a capo di un corteo di partito… Ma era importante essere qui per sostenere la Polverini, speriamo che la gente capisca che la può votare”.

- Il ministro La Russa sul palco fa ormai lo showman. Presenta i parlamentari, chiama Demo a fare lo stacco musicale quando arriva sul palco Tremonti, incita la folla (o il pubblico?).

- Totale adesione «senza se e senza ma» alla «grande manifestazione di Roma a sostegno della Polverini e dei nostri candidati alle regionali» viene espressa dal parlamentare finiano del Pdl Fabio Granata. «La massiccia partecipazione di oggi – afferma- è il segnale di compattezza attorno a Silvio Berlusconi e di fiducia nel Governo»

- La colonna sonora di ‘Guerre stellari’, eseguita dal vivo dalla big band di Demo Morselli, ha accolto i due cortei confluiti a Piazza S.Giovanni per la manifestazione nazionale del Pdl.

– Cartelli: “Pd ti piace vincere facile?” e “Ladri di liste” e un Bersani nudo e “Popolo Viola noi abbiamo il tricolore, stai a rosica’”.

- Da una auto cabrio si gridano slogan tutti dedicati alla Bonino: “Droga, aborto, Eutanasia, no Bonino, no cultura della morte”

- «Ti puoi fidare?»: il motto, a parte il punto interrogativo, ricorda quello della candidata del Pd alla presidenza della Regione Lazio Emma Bonino, anche il caschetto biondo fa pensare a lei, ma la faccia è quella dell’ex governatore dimessosi dopo lo scandalo legato ai ricatti per droga e trans Piero Marrazzo. È il manifesto che tappezza gran parte dei muri lungo via Appia Nuova percorsa adesso dal corteo del Pdl partito da Colli Albani. Molti i cori che si riferiscono all’esclusione della lista del Pdl dalla Provincia di Roma per le regionali tra cui: «Ladri di voti, voi siete ladri di voti».

- Momenti di tensione tra un esponente dei ‘Promotori della Liberta’ e alcuni giovani del servizio d’ordine del corteo del Pdl, che si sta muovendo verso piazza San Giovanni. Poco prima di arrivare a piazza Re di Roma, l’esponente dei ‘Promotori della Liberta’, che si è qualificato come dirigente del partito, ha richiamato con il megafono i manifestanti ad uscire dal corteo e indirizzarsi sul lato opposto di via Appia Nuova. Il servizio d’ordine invece, sta spingendo i manifestanti a restare incolonnati su un unico tratto di strada. Così, quando l’uomo ha fatto deviare il gruppo di manifestanti, alcuni giovani gli si sono avvicinati minacciosamente, strappandogli il megafono di mano. Pochi minuti dopo è intervenuta la polizia municipale per sentire le versioni delle due parti: è volata qualche parola grossa e qualche spintone ma la questione si è chiarita.

- Show del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sul palco di piazza San Giovanni dove stanno confluendo i due cortei della manifestazione voluta da Silvio Berlusconi partiti da Colli Albani e da Circo Massimo. La Russa ha innanzitutto invitato i militanti ad abbassare gli striscioni: «Altrimenti né quelli dietro di voi, né i giornalisti riescono a vedere». E poi ha insistito: «Via gli striscioni, guardate che sennò vengo io…». Quindi il ministro ha recitato un pezzo di una canzone di Lucio Battisti ‘Io vorrei non vorrei ma se vuoi’, poi eseguita dall’orchestra di Demo Morselli che sta intrattenendo la pizza in attesa dell’arrivo del presidente del Consiglio

- Urla “buffoni buffoni e scemo scemo” da parte del corteo ad alcune persone che esponevano magliette viola da un balcone.

- Una signora, Annamaria Fabiano, regge un cartello con su scritto “Anche io vittima della giustizia” e racconta: “Sono qui per portare la mia solidarietà a Berlusconi. Anche io sono stata processata due volte ingiustamente. Una volta mi hanno accusata di aver rotto un braccio a un signore, ma lui era alto due metri e io sono piccoletta… Le pare. E poi un altro processo perché un tipo mi chiedeva 15 milioni di quindici anni fa… e mi hanno pure dato torto…”.

- Drappelli di estrema destra in corteo dal Popolo di Roma alla “Giovane Italia” e scritte: “Chi piu crede vince”.

- Il cuore del corteo del “cuore azzurro” è guidato da un camioncino con un signore che anima la folla al grido: “Siamo in diretta tv fate un bel cheese che altrimenti non ci riprendono… Fate venire avanti le belle signore che siamo in diretta”. E a ogni sussulto del corteo dice “sventoliamo i cuori, sventoliamo i tricolori”.

- Tanti i piccoli drappelli legati direttamente ai candidati con in piazza manifesti elettorali e slogan. Il Circolo culturale Lepanto scrive: No alla Bonino, chi non vota acconsente.

- Signore con la pettorina “E io voto lo stesso”, un grande striscione “Noi con Berlusconi (in nero), voi con i magistrati (in rosso)”. Poi il corteo dell’amore si esibisce con un altro striscione: “Comunisti ci avete rotto i coglioni”.

- Il presidente della commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli con il megafono sta dirigendo le operazioni per disporre un mega tricolore lungo 500 metri e largo otto che “occupa” gran parte della piazza e incita i militanti Pdl con il coro “in alto i cuori, sventolano i cuori, in alto i cuori…”.

- In piazza anche Alessandra Mussolini, poi striscioni “Marrazzo-Bonino stessa faccia stesso declino”. C’è anche una banda musicale vestita di bianco e di azzurro. Altri volontari Pdl scandiscono il coro “la vuole la gente Renata presidente”.

- Tensione nelle prime file del corteo al che alcuni ragazzi hanno issato dei cartelli con su scritto “La forza dell’identità non si ferma”. Lì vicino spintoni e urla tra il conigliere comunale di Roma Mollicone e gli addetti al servizio d’ordine.

- Tra le prime file spicca solo un signore della Lega con bandiera Padana e fazzoletto verde nel taschino. “Non c’era una organizzazione della Lega e allora siamo venuti con alcuni amici. Era l’occasione giusta. Siamo alleati e sosteniamo il nostro presidente, anche se qui il Pdl ha fatto una stupidata… A Bossi non sarebbe mai successo. Io sono di Sestola vicino Modena e da 40 anni dalle mie parti che mangiamo merda. Da noi i giudici non si mettono contro chi governa… ”.

- Il corteo Pdl è partito da Circo Massimo. È aperto da un grande striscione “L’amore vince sempre sull’odio” retto da molti del ministro Berlusconi: Alfano, La Russa, Brunetta, Prestigiacomo, spicca la presenza del finiano Ronchi. A reggere lo striscione anche Gasparri, Cicchitto, Alemanno, Polverini, Santanché, Brambilla e altri. Dopo di loro un grande camion con palloncini bianchi e azzurri. A seguire, separati da un rigidissimo cordone di servizio d’ordine, i militanti Pdl.

- Tra i militanti Pdl sospinti dalla musica degli altoparlanti che mandano canzoni di Jovanotti e Ligabue tantissimi tricolore, striscioni pro-Polverini e cartelli “Via Santoro da Rai Due”.

- Via ai cortei del centro destra. Tensione tra un consigliere comunale Pdl e il servizio d’ordine dei “ragazzi dal cuore azzurro”. La denuncia del Popolo Viola: “ingaggiati” disoccupati per riempire la piazza. Verdini agli abruzzesi: «Impossibile non ringraziare Silvio».

http://www.unita.it/news/italia/96395/euro_ai_disoccupati_per_stare_in_piazza
20 marzo 2010

MANIFESTAZIONE PDL, L’IRA DI VERDINI:DOVEVATE ANDARE COL MEGAFONO SOTTO LE CASE DEGLI AQUILANI

PES

L’ira di Verdini sul Pdl Abruzzo

PESCARA (20 marzo) – Che sono mai 50 pullman, almeno cento sarebbero dovuti partire all’alba di oggi da Bazzano, da Cese di Preturo da ogni insediamento giallo bianco o blu del piano Case destinazione Roma, che dico 100, 150, 5.000 persone tra madri padri nonne nipoti osannanti festeggianti bandiere in mano berlusconi nel cuore, sotto il palco di San Giovanni. E invece. Invece i parlamentari abruzzesi, il presidente della Regione, gli assessori e i consiglieri regionali non ci sono riusciti. Nè cinquanta nè cento.

Una delusione per Denis Verdini che ieri ha scritto a tutti. Il megafono, quello avrebbero dovuto prendere: tutti, a partire da Chiodi. La strigliata parte dopo la premessa: «Carissimi amici», dopo «aver fatto le telefonate per organizzare la manifestazione» e aver constatato il flop, «trovo che avete difficoltà a raggiungere l’obiettivo fissato di 50 pullman per l’Abruzzo». Eccola: «Mi pare impossibile che un gruppo così folto di deputati, senatori e consiglieri regionali non possa andare nei quartieri ricostruiti, dove sono state consegnate case a 40.000 persone, con un semplice megafono, reclamizzando la manifestazione e sollecitando quelle persone a ringraziare Berlusconi venendo in piazza San Giovanni».

Non può credere Verdini che quella popolazione (che per inciso è di 13 mila persone),«beneficiata dalla straordinaria azione di Berlusconi, non riempia cento pullman oltre quelli già organizzati». E siccome al telefono il coordinatore Piccone non rispondeva, e Chiodi si giustificava dicendo che i pullman non c’erano perchè sarebbero andati tutti in auto, Verdini aggiunge un po’ di sana economia domestico-costituzionale: «La casa è un bene primario di tutta una vita e soprattutto per quelle persone una casa ricostruita dopo un evento così disastroso vale almeno il doppio. Dovete provarci, una classe dirigente di un grande partito si misura anche su questo. Se non risponde l’Abruzzo non vale niente governare!». Ma sotto le case degli aquilani ieri di megafoni neanche l’ombra. Che smacco per l’orgoglio pidiellino.

Li.Mand.

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