DALL’ISOLA DEI FAMOSI A IKEA: “RINGRAZIATECI SE VI FACCIAMO LAVORARE”

ISOLA DEI FAMOSI, SIT -IN DI PROTESTA DAVANTI ALLA RAI-FOTO DI SIMONA CALEO (L’ESPRESSO)

DI ROBERTA LERICI

Cos’è diventato il lavoro in tempi di crisi? Un regalo.E tutti noi conosciamo il detto, “a caval donato non si guarda in bocca”, quindi per conservare questo lavoro “regalato” in tempi di crisi, l’unica cosa da fare è accettare tutto, senza lamentarsi. Il tuo turno è di quattro ore ma te ne faccio fare sei o sette senza retribuzione degli straordinari? Se ti lamenti ti mando a casa, anzi ti ci mando ache se non ti lamenti ma mi fai capire che a una certa ora vorresti staccare. in uno dei supermercati della catena  Eurospin del centro Italia succede anche questo, perchè  tanto di persone in cerca di lavoro se ne trovano quante se ne vuole.

All’Isola dei Famosi i tecnici sono trattati da schifo, sia umanamente che economicamente? Se vogliono lasciare l’Isola, devono pagarsi il biglietto da soli, perchè quello fatto dalla produzione è di sola andata.Hanno fatto un sit in di protesta davanti alla Rai i tecnici televisivi freelance, perchè ormai le paghe sono da fame,simili a quelle di una colf che, però, lavora in nero e paradossalmente, può guadagnare molto più di loro. Nella mia zona chiedono 10-12 euro l’ora, ma un tecnico impiegato all’Isola dei Famosi per stare in Nicaragua con4 bagni da dividere in tanti, di euro ne guadagna 120 lordi al giorno (meno di 80 euro netti).Sono figure professionali specializzate, avranno studiato, avranno maturato esperienza in anni e anni di lavoro.Ma oggi si gioca al ribasso: se non accetti  si chiama un altro. All’Ikea DI Corsico, vicino a Milano, sono arrivati a cronometrare le andate in  bagno e i dipendenti hanno scioperato.Un conto, però, è uno sciopero dei dipendenti di un’azienda, un altro è ciò che può fare il singolo, magari assunto con i contratti interinali o un freelance impiegato nelle produzioni televisive. Che forme di protesta o di difesa ha a sua disposizione?

Oggi molti dei tecnici specializzati del cinema stanno a casa perchè costano troppo, meglio prendere qualcuno alle prime armi e pagarlo poco: e se non è troppo bravo, pazienza.Col tempo si farà e intanto si risparmia.Per il lavoratore il rispetto non esiste quasi più e tutte le leggi fatte per migliorare le loro condizioni economiche vengono ignorate. Nel cinema è stato stabilito che una percentuale dei diritti di replica va anche ai doppiatori.E cosa fanno le case cinematografiche italiane? Fanno firmare una liberatoria in cui si rinuncia a qualunque diritto sulla pellicola per cui si è lavorato. All’estero questo si può fare? No, si fa solo in Italia.

Qui non ci sono controlli su nulla e chi ha il potere di dare lavoro può infrangere tutte le leggi che vuole, tanto nessuno controllerà mai.In Italia, grazie alla crisi, molta gente si è arricchita. Per la maggioranza, però, la crisi ha portato disperazione e in diversi casi, morte. Siamo sicuri che maggiori controlli non avrebbero evitato tutto questo? Siamo sicuri che non ci sia nulla da fare per evitare di far sprofondare la popolazione nell’abisso della miseria, mentre qualcuno compra tenute, aziende e si permette una vita da nababbo?

Dal Nicaragua a viale Mazzini

Testo DI Simona Caleo

Dopo la denuncia de L’espresso, il Clb ha indetto una protesta davanti alla sede di viale Mazzini. Solidarietà con i colleghi sul set dell’ ‘Isola’ in Nicaragua, ma anche la denuncia di un intero settore in cui le condizioni di lavoro sono peggiorate. Con una richiesta: “La Rai prenda posizione”

Dal Nicaragua a viale Mazzini. La protesta degli operatori de “L’isola dei famosi” è arrivata oggi a Roma, davanti alla sede della Rai, con un sit in. La manifestazione indetta dal Clb, Coordinamento Lavoratori del Broadcast (con il pieno appoggio di CGIL-scl Roma-Lazio e CISL-Fistel) aveva lo scopo di “denunciare le condizioni, al limite della legalità, a cui sono costretti operatori e tecnici dell’Isola dei famosi”, descritte nell’ultimo numero de ‘L’espresso’. Al Leggi il seguito di questo post »

CRISI, TREMONTI: SIAMO IN UN VIDEOGAME DI MOSTRI

venom

di Roberta Lerici

Dopo averci tranquillizzato ieri sera   ad Annozero dicendoci che non ci sarà una “manovrina estiva”, Tremonti ci getta nello sconforto più assoluto annunciandoci che, per quello che riguarda la crisi economica italiana, “Siamo come in un videogame”, poi si spiega meglio, “Avete presente quando in un videogame arriva un mostro? E poi ne arriva un altro, e  un altro ancora? Ecco la  situazione è questa”

Grazie, ministro.Avevamo bisogno di  una spiegazione alla crisi e finalmente l’abbiamo avuta.Per quello che riguarda le ricette per uscirne, c’è tempo.In fondo siamo in crisi solo da qualche anno, la soluzione può attendere…Prima dobbiamo parlare del semi presidenzialismo alla francese, dobbiamo capire cosa vuole fare Fini, abbiamo l’accanimento dei giudici contro Berlusconi, che viene raggiunto da una richiesta di rinvio a giudizio nonostante sia legittimamente impedito, dobbiamo assistere alle gesta di Renzo Bossi alla regione Lombardia, ma soprattutto dobbiamo dobbiamo vedere come la Polverini riorganizzerà la sanità del Lazio e, soprattutto, come si opporrà alla centrale nucleare già prevista  e che lei non vuole.Non perchè sia contraria al nucleare, per carità, è solo che non la vuole nel Lazio…

Insomma ci sono tanti e tali nodi da sciogliere, che francamente pensare alla disoccupazione, ai problemi economici delle famiglie italiane e alle fabbriche che chiudono, mi sembrerebbe francamente fuori luogo…

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